Elaine Morgan

Alcuni anni fa girellando per la libreria Marzocco a Firenze, mi sono imbattuto per caso in un libro scitto da Elaine Morgan, dal titolo L’Origine della Donna (titolo originale The descent of woman). Il libro, scritto nel 1972, porta avanti l’ipotesi molto affascinante che la nostra specie nel corso della sua evoluzione sia vissuta per un certo periodo a stretto contatto con l’acqua e che sia proprio questo parziale adattamento acquatico che ci ha regalato alcune delle nostre particolari caratteristiche.  Questa ipotesi è portata avanti con argomentazioni estremamente convincenti. Alla luce di questo nuovo punto di vista alcune della caratteristiche più tipiche della nostra specie, appaiono all’improvviso come radicalmente nuove e allo stesso tempo sembrano così ovvie che ti chiedi come mai nessuno ci avesse pensato prima. Per me è stata una lettura assolutamente illuminante e, a prescindere dalla effettiva aderenza alla realtà di tutte le sue affermazioni, si tratta senza dubbio di un esemplare esercizio di logica e rigore scientifico.

L’autrice Elaine Morgan

Alcune delle caratteristiche peculiari della nostra specie prese in esame dalla Morgan sono:

Assenza della pelliccia
Abbondante grasso sottocutaneo
Lacrimazione oculare salina
Naso a sifone
Labbra carnose
Mammelle turgide e sporgenti

Tutte queste caratteristiche possono essere ritrovate in mammiferi marini o che comunque vivano a stretto contatto con l’acqua. Questo suggerisce che nostri antenati pre umani abbiano trascorso un periodo più o meno lungo sulle rive di un mare o di un lago, forse un ambiente simile a quello in cui vivevano le popolazioni polinesiane prima dell’arrivo degli europei. Questi nostri antenati pre umani, passavano in acqua molto del loro tempo e potrebbero in questo modo aver acquisito le caratteristiche così uniche della nostra specie.

L’unica (purtroppo!) edizione italiana delle opere della Morgan.

Assolutamente imperdibile questa intervista a Elaine Morgan
http://www.ted.com/talks/elaine_morgan_says_we_evolved_from_aquatic_apes#t-24881

Qui di seguito vi riporto una sintesi del primo capitolo del libro, l’idea è di pubblicare (vedrò in che modo) una sintesi anche di tutti gli altri capitoli (la sintesi dei primi capitoli è già stata pubblicata sul vecchio blog dell’istituto)

Tratto da “L’origine della donna” di Elaine Morgan

Cap 1 – Il mito creato dall’uomo. (quella che segue è una sintesi del capitolo, i puntini indicano del testo mancante)

Stando al libro della Genesi, Dio creò per primo l’uomo. La donna fu non soltanto un ripensamento, ma un’amenità. Per quasi duemila anni si ritenne che questo sacro testo giustificasse la sua subordinazione e ne spiegasse l’inferiorità; poiché, anche in quanto copia, ella non era una copia molto ben riuscita. Esistevano differenze. La donna non costituiva una delle più belle opere di Dio. …

… In quasi tutta la letteratura che si occupa delle differenza tra i sessi serpeggia sotto sotto, una tesi sottile secondo la quale la donna sarebbe un uomo “nato storto”; La donna cioè, sarebbe una versione distorta dello stampo originario. Gli uomini sarebbero la norma e noi donne saremmo la deviante.
Ci si sarebbe potuti aspettare che quando Darwin si fece avanti e scrisse una versione completamente diversa dell’origine dell’uomo questa tesi venisse sradicata, poiché Darwin non riteneva che la donna fosse un ripensamento: egli pensava che l’origine di lei fosse come minimo contemporanea a quella dell’uomo. Ciò avrebbe dovuto portare a una sorta di sfondamento nei rapporti tra sessi. Invece non fu così.
Quasi subito gli uomini si dedicarono al compito per essi congeniale e affascinante di elaborare tutta una serie completamente nuova di ragioni in seguito alle quali la donna era manifestamente un essere inferiore e irreversibilmente subordinato. Da allora hanno continuato a dedicarvisi allegramente. Anziché alla teologia, ricorrono alla biologia e all’etologia e allo studio dei primati, ma vi ricorrono per pervenire alle stesse conclusioni. ….

… La leggenda del retaggio della giungla e dell’evoluzione dell’uomo in quanto carnivoro cacciatore ha affondato nella mente del maschio radici salde quanto quelle della genesi….

…. Ho una considerevole ammirazione per gli scienziati in generale e per gli studiosi dell’evoluzione e dell’etologia in particolare, e sebbene ritenga che talora essi siano andati fuori strada, ciò non è accaduto esclusivamente in seguito a pregiudizi. In parte la cosa è dovuta ad un puro incidente semantico, al fatto che “uomo” è un termine ambiguo, significa la specie; e significa inoltre il maschio della specie. Se si incomincia a scrivere un libro sull’uomo …. incomincia a formarsi nel pensiero un’immagine mentale  di questa creatura in evoluzione. Sarà un’immagine maschile, e l’uomo diverrà l’eroe del racconto: Ogni cosa e chiunque altro nel racconto si riferiranno a lui. …

…. Quanto più continuavo a leggere i libri scritti dall’uomo su se stesso, tanto più anelavo a trovare un volume che cominciasse in questo modo: “Allorché la prima antenata della stirpe umana discese dagli alberi, non si era ancora sviluppato in lei quel cervello formidabile che doveva distinguerla così nettamente da tutte le altre specie”.
Naturalmente la femmina non fu la prima antenata più di quanto lo fu il maschio, ma non lo fu neppure meno di lui. Si trovava là, sempre, anch’essa, e contribuì con una metà dei geni ad ogni successiva generazione. Quasi tutti i libri si dimenticano di lei per la maggior parte del tempo. La trascinano in scena, alquanto all’improvviso, per l’obbligatorio capitolo sul sesso e la riproduzione, dopo di che dicono “Benissimo, amore, ora puoi andartene”, e riprendono a dissertare sull’argomento davvero sostanzioso del Potente Cacciatore con le sue belle armi nuove e le sue belle, nuove gambe diritte, intento a correre sulle pianure del pleistocene. ….

… Si ritiene che quasi ogni nostra caratteristica sia derivata da ciò. Se la nostra andatura è eretta, ciò è dovuto al fatto che il Potente Cacciatore dovette erigersi allo scopo di scrutare l’orizzonte per cercare la preda. Se viviamo nelle caverne, fu perché i cacciatori avevano bisogno di una base cui fare ritorno. Se imparammo a parlare, fu perché i cacciatori dovevano progettare il safari successivo e vantarsi dell’ultimo. Desmond Morris, cogitando sulla forma del seno femminile dedusse all’istante che le mammelle si erano evolute in quanto il compagno della donna era diventato un potente cacciatore, e difese questa tesi assurda con la più grande ingegnosità. C’è un qualcosa nella figura di Tarzan che li ha ipnotizzati tutti.
Il primo mistero è: che cosa accadde durante il pliocene? … … Che cosa accadde agli australopitechi?
Secondo interrogativo: Perché camminavano eretti? Dovette esservi una ragione davvero potente in seguito alla quale fummo costretti per un lungo periodo di tempo a camminare sugli arti posteriori sebbene quell’andatura fosse più lenta. Dobbiamo scoprire tale ragione. …

…Altro interrogativo: Perché la scimmia nuda divenne nuda?
Desmond Morris sostiene che, a differenza di carnivori più specializzati, come i leoni e gli sciacalli, la scimmia ex vegetariana non era fisicamente attrezzata “per lanciarsi fulmineamente verso la preda”. Avrebbe sofferto “un caldo eccessivo durante la caccia, e la perdita del pelo sarebbe stata di grande importanza nei momenti supremi della caccia stessa”.
Ecco un esempio di perfetto modo di pensare androcentrico. Esistevano due sessi anche allora ed io non credo che sia mai stato così semplice privare una femmina della pelliccia, soltanto per evitare al buon maschio di coprirsi di sudore durante i suoi momenti supremi. …

… Questo problema sarebbe potuto essere risolto dal dimorfismo: la perdita del pelo più accentuata in un sesso che in un altro. E fu così, naturalmente, ma sfortunatamente per i tarzaniani, fu la femmina che restava in casa a diventare più nuda, e fu il surriscaldato cacciatore a conservare i peli sul petto.
Domanda successiva: Perché la nostra vita sessuale è diventata così complessa e sconcertante?

La risposta che si da, non ho quasi bisogno di dirlo è la seguente: tutto cominciò quando l’uomo divenne un cacciatore. Egli doveva percorrere lunghi tragitti per inseguire la preda e cominciò a preoccuparsi di quello che avrebbe potuto combinare la sua piccola donna…. Divenne necessario, così si racconta, stabilire un sistema di “legame di coppie”,… “il metodo più semplice e più diretto per riuscirvi consisteva nel rendere più complicate e più ricche di compensi le attività condivise dalla coppia. In altri termini nel rendere il sesso più sexy”.
A tale scopo, alle nude scimmie spuntarono i lobi delle orecchie, narici carnose e labbra che sporgevano in fuori, tutto ciò, si sostiene, affinché gli individui si stimolassero vicendevolmente fino alla frenesia. I capezzoli della signora scimmia divennero intensamente erogeni, essa inventò e brevettò l’orgasmo femminile e imparò a reagire sessualmente in ogni momento…. Inoltre le scimmie decisero di passare al sesso faccia a faccia, in luogo del maschio che montava la femmina da tergo, come in precedenza, perché questo nuovo metodo portava ad un “sesso personalizzato”. … Ciò mise alquanto in imbarazzo la signora Scimmia Nuda. Fino a quel momento, la cosa elegante da esibire negli approcci sessuali era consistita in “un paio di natiche carnose, emisferiche”. Ora, di colpo, le natiche non la facevano approdare a niente. Si avvicinava al compagno facendo a più non posso segnali di identità soltanto frontali con i suoi bei nuovi lobi delle orecchie e con le narici, ma, per una ragione o per l’altra, il maschio non voleva semplicemente saperne. Sentiva la mancanza degli emisferi carnosi, capite. La situazione era critica, insiste il dottor Morris. “Se la femmina della nostra specie voleva spostare con successo l’interessamento del maschio verso la parte anteriore, l’evoluzione avrebbe dovuto fare qualcosa per rendere più stimolante la regione frontale”. Indovinate che cosa? Di primo acchito la femmina puntò su un secondo paio di emisferi carnosi nella regione toracica e noi fummo salvati una volta di più per un pelo.
Queste sono tutte ipotesi appassionanti, ma non possono di certo essere prese sul serio. I branchi di lupi riescono a collaborare senza tutto questo armamentario erotico. ….

…E soprattutto, da quando in qua una intensificata sessualità ha garantito un’accresciuta fedeltà? Se il maschio della scimmia nuda poteva vedere tutto questo aggiunto potenziale sessuale nella propria compagna, come avrebbe potuto non accorgersi che la stessa cosa accadeva a tutte le altre femmine intorno a lui? Quale effetto si ritiene che ciò avrebbe potuto avere su di esso, specie più avanti nella vita, quando si fosse accorto che i quattro emisferi della sua signora scimmia diventavano un po’ meno carnosi di un tempo?
Non abbiamo ancora incominciato con gli interrogativi non posti. Prima di concludere il presente capitolo, accennerò soltanto a due di essi fra tanti.
Primo: se l’orgasmo femminile si determinò nella nostra specie per la prima volta allo scopo di fornire alla femmina “una ricompensa di comportamento” dell’accresciuta attività sessuale, perché in nome di Darwin, la faccenda è stata così abbarrocciata che si sono avute intere tribù e intere generazioni di donne quasi inconsapevoli della sua esistenza? …
Secondo: perché nella nostra specie il sesso è divenuto così strettamente legato all’aggressività?
In quale modo il sesso e l’aggressività, i due inconciliabili del regno animale, divengono soltanto nella nostra specie così strettamente connessi che i termini relativi all’attività sessuale li si ringhia come insulti e imprecazioni? In quali termini evolutivi dobbiamo spiegare il marchese De Sade e gli echi sotterranei che il suo nome evoca in tante menti umane?
Non, ritengo, nei termini di Tarzan. E’ tempo di affrontare nuovamente l’intero problema dall’inizio: questa volta dal lato femminile e seguendo una strada completamente nuova.

Se questo primo capitolo vi ha incuriosito e affascinato potete leggere un estratto degli altri capitoli cliccando sui link sottostanti

Capitolo 2 La via di scampo
Capitolo 3 La scimmia antropomorfa rimodellata
Capitolo 4 Aggressività, il freno che fallì
Capitolo 5 Orgasmo
Capitolo 6 Amore
Capitolo 7 La parola 
Capitolo 8 L’inversione di marcia
Capitolo 9 L’uomo cacciatore

Gli altri capitoli non sono al momento disponibili, lo diventeranno prossimamente. (se qualche studente volenteroso si proponesse per digitalizzare il testo sarebbe investito della mia più sincera gratitudine….)

3 risposte a Elaine Morgan

  1. Luana ha detto:

    Oh prof , ma sti capitoli unn l apre !!

  2. Sachi Osti Merizzi ha detto:

    Ho letto il libro!!!! É bellissimo e molto interessante (pur se datata a 40 anni fa…)…inoltre con la sua visione alternativa “fa un po’ sognare”…

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