Influenza della pubblicità e condizionamento dei consumi

 La persuasione e la sua applicazione in pubblicità:

Negli ultimi anni, si è sviluppata l’esigenza di poter influenzare la risposta dell’interlocutore all’emissione del messaggio: in questo modo è iniziata, nella storia dell’evoluzione umana, la ricerca di quegli elementi che potevano produrre quell’influenza così determinante, cioè la persuasione. Questa induce un cambiamento dell’opinione altrui per mezzo di un trasferimento di idee, un passaggio di puri contenuti mentali. La psicologia della pubblicità è lo studio dei meccanismi e delle tecniche persuasive che si trovano dietro il messaggio pubblicitario e colui che studia ed elabora dal punto di vista creativo e psicologico la pubblicità che si chiama pubblicitario, escogita per convincere gli spettatori a comprare il prodotto da lui reclamizzato. Infatti, dietro al messaggio che viene trasmesso dai media, ci sono strategie, tattiche, metodi per attirare l’attenzione dell’osservatore e manipolare i suoi  comportamenti, incidendo sui suoi bisogni e le sue necessità. I meccanismi creativi che regolano l’emissione pubblicitaria sono estremamente complessi, tanto da aver generato, negli ultimi trent’anni, una disciplina psicologica sull’argomento.

Il messaggio come intermediario tra il pubblicitario e il cliente:

Il primo principio dei pubblicitari, al fine di vendere un prodotto, è quello di entrare nella testa del cliente e capire quali sono le sue motivazioni per comprare. Fatto ciò, il pubblicitario, con il suo prodotto, deve soddisfare tali motivazioni e disporre del prodotto migliore sul mercato, per il suo cliente. Deve analizzare il mercato, la concorrenza, i clienti e deve convincere questi ultimi che il prodotto in esame sarà vantaggioso e porterà benefici. La televisione influenza il peso delle casalinghe perché le spinge a consumare spuntini ricchi di alimenti grassi e carboidrati a rapido assorbimento, pubblicizzati soprattutto durante la programmazione di fiction e soap opera. Questo è quanto emerso da un’indagine sull’influenza della tv nelle scelte alimentari delle casalinghe condotta tra la primavera e l’estate scorsa dai dietisti dell’università di Torino e dall’unità di nutrizione della Asl 5 di Collegno (Torino). Hanno compilato un questionario 99 donne, di Torino e Asti. Per ciascuna, oltre alle ore giornaliere dedicate alla visione della tv, si è valutato, tra l’altro, il Bmi (l’indice di massa corporeo), la scolarità, il consumo di snack o pasti davanti alla Tv, gli spot alimentari ricordati, i criteri di scelta degli alimenti durante la spesa (costo, gusto, pubblicità), il consumo di prodotti dimagranti pubblicizzati dalla tv. E’ emerso che il 21% delle casalinghe guarda la televisione per 3 o più ore al giorno, e il numero di ore trascorse davanti alla tv è risultato significativamente e direttamente correlato al Bmi, alla visione di soap opera e fiction, al consumo di pranzo e cena davanti alla tv e al consumo di snack. Più alto è il numero di ore trascorse dalla casalinga di fronte allo schermo e più facilmente gli spot ricordati sono quelli relativi ad alimenti come cioccolato, snack e merendine, gelati. Gli alimenti vengono scelti tenendo conto della marca del prodotto più che del gusto o del costo. Per i prodotti dietetici a scopo dimagrante si privilegiano quelli più pubblicizzati. Si registra da parte della tv ”un condizionamento ambivalente – hanno rilevato i ricercatori – che da un lato stimola al consumo di alimenti che promuovono l’incremento ponderale e dall’altro incita al dimagrimento”. La stessa unità di ricerca ha condotto uno studio, che sarà proposto sempre ad Orvieto, che analizza l’incidenza degli spot pubblicitari nei programmi destinati alle casalinghe (soap opera, telenovelas e fiction). Sono stati registrati tutti gli spot pubblicitari delle reti Rai e Mediaset per quel tipo di programmi nelle stesse fasce orarie. Sono stati presi in considerazione 4 giorni, di cui 2 festivi, distribuiti in tre diversi periodi del 2001, lontani dalle festività. Nel totale di 2.682 spot trasmessi, la percentuale di spot alimentari (932, pari al 35%) ”appare elevata”. Gli spot alimentari sono presenti soprattutto nelle fasce orarie del pranzo e della cena. Si pubblicizzano succhi di frutta, bibite, merendine, formaggi e prodotti dietetici. Scarseggiano invece quelli che promuovono pasta, riso e cereali. Ovviamente questo si ripercuote nel consumo familiare giornaliero dei cibi,nei pasti principali e nella nutrizione fuori dai pasti(merende ,spuntini e pause caffè). Principalmente questi cibi danneggiano la salute e lo sviluppo  fisico dei bambini.

A cura di: Giovanni Salvietti, Gaia Conti, Laura Angelini e Francesca Gambalonga

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3 risposte a Influenza della pubblicità e condizionamento dei consumi

  1. tommy.sanzio ha detto:

    Post interessantissimo. Un argomento simile l’ho esposto alla mia maturità.
    Premettendo che ambisco a diventare grafico pubblicitario, vorrei enfatizzare il concetto di persuasione; in cui il pubblicitario abbia il compito di rendere un prodotto di seconda importanza pari a quelli di prima esigenza (per acquisire uno status sociale o identificarsi al testimonial).
    Mi ricordo una lezione dedicata ai mass media, in cui scoprivo che le pubblicità sono trasmesse in base alla fascia oraria: ad esempio le pubblicità di determinati prodotti culinari fra letelenovelas, o la messa in onda di merendine e giocattoli nel pomeriggio mirando ad un pubblico più giovanile ecc.

    Comunque complimenti davvero per il post.

    • salviagaiacheccalaura ha detto:

      Grazie mille siamo gli autori dell’articolo ci fa molto piacere che leggere questo post sia stato di suo gradimento e la ringraziamo per quelle ulteriori informazioni che ci ha dato.
      Scusi se le abbiamo risposto così tardi ma non avevamo visto il commento.
      Giovanni, Gaia, Francesca e Laura

  2. Pingback: FELICITA' - SUPER-FELICITA' E SUCCESSO - GIORGIO DEL SOLE

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