L’obesità e le sue cause

L’obesità e le sue cause

L’obesità può essere causata da diversi fattori:
– fattori genetici: è probabile che esista una ”predisposizione genetica” per la quale alcune persone non riescono a perdere peso facilmente o a mantenere un normopeso (ma questi sono casi molto rari);
-fattori socio-ambientali e sedentarietà: una causa molto frequente è uno squilibrio del bilancio energetico, dato anche dalla sedentarietà;
– fattori psicologici: spesso esistono forme patologiche di iperalimentazione che possono essere favorite da stress o da disturbi dell’emotività ;

-cause farmologice:alcuni farmaci possono contribuire allo sviluppo di obesità aumentando la fame, riducendo il metabolismo energetico o stimolando la proliferazione delle cellule adipose. Tra le classi farmacologiche più frequentemente coinvolte vi sono gli antidepressivi e i corticosteroidi ;

I fattori socio-economici e familiari incidono molto sulle cause dell’obesità: è stato documentato che le persone che appartengono al livello socio-culturale medio-basso e coloro che vivono in una famiglia con abitudini alimentari errate sono quelle più colpite dall’obesità.
L’eccessivo sovrappeso è uno dei fattori di maggior rischio per molte malattie, tra cui il diabete di tipo 2 (quello che si manifesta nell’adulto), le malattie cardiache coronariche, il tumore del seno, del colon, del rene e dell’esofago. Solo in Italia l’obesità causa circa 52mila morti l’anno,per non parlare degli USA dove il problema è particolarmente sentito e causato soprattutto da fast food contrassegnati da porzioni esagerate ed economiche.

L’obesità psicogena

 

Tra i fattori psicologici che causano l’obesità abbiamo l’obesità psicogena: un disturbo poco conosciuto,che rientra tra i disturbi del comportamento alimentare, perchè le sue cause sono di natura psichica e non medica. Questo disturbo è riconosciuto come una forma di ”iperalimentazione associata ad altri disturbi psicologici”,ovvero obesità realitva a più fattori come,per esempio,lo stress,la depressione,i disturbi della personalià,psicosi. Questi soggetti utilizzano il cibo come compensazione per un significativo disagio psicologico.
L’accumulo di massa grassa può inoltre configurare simbolicamente una sorta di “ritenzione emotiva”: la persona “accumula” emozioni che non esprime come tali o che non riesce a fronteggiare.
L’alimentazione è utilizzata per colmare un vuoto, per nascondersi e per autodistruggersi. La personalità di questi soggetti è fortemente carente di autostima,essi possono arrivare anche a non distinguere le emozioni fino all’alessitimia ( deficit della consapevolezza emotiva, ovvero incapacità di riconoscere ed esprimere verbalmente i propri e gli altrui stati emotivi).

Dove nasce l’obesità psicogena?

L’obesità psicogena ha le proprie radici nell’infanzia dell’individuo.Quando la madre fornisce come risposta ai malesseri del bambino il cibo, questi crescerà senza essere in grado di distinguere i disagi(affrontando in maniera caotica e confusa qualsiasi stato di malessere) e dando a tutto come risposta il cibo. Da questo può nascere un deficit nel capire i sentimenti altrui (deficit della funzione riflessiva).
L’iperfagia ( aumento della sensazione di fame) è considerata un comportamento problematico spesso condiviso dalla famiglia: si osserva un aumento dei pasti e,di conseguenza, un quantitativo di cibo ingerito maggiore del fabbisogno calorico giornaliero.
L’assunzione di cibo non porta ad alcuna soddisfazione o senso di sazietà, ma provoca nell’adolescente un senso di fastidio o di colpa per il proprio comportamento sregolato: questa reazione può attenuarsi con il tempo, quando subentra una certa abitudine al sovrappeso che  può attenuare il disagio cosciente, questo è percepito ormai come inevitabile e il malessere è in parte mascherato e compensato da pensieri che sminuiscono la portata del problema (fatalismo, rassegnazione, investimento in altre qualità).
L’adulto obeso è tipicamente un soggetto depresso che si protegge dall’emersione di sentimenti di vuoto e di colpa utilizzando il cibo.In genere il disturbo dell’umore emerge sotto forma di noia pervasiva e costante alla quale l’obeso non riesca a dare una risposta differente rispetto al piluccamento di cibo e nel corso della vita aumenta il rischio di sviluppare una Depressione Maggiore o un Disturbo Bipolare.La struttura fisica ipertrofica che l’obeso sviluppa ha anche una funzione di protezione rispetto all’ansia sulla propria integrità fisica, conferisce solidità e sicurezza e a volte si accompagna ad un Io altrettanto ipertrofico che compensa i sentimenti di disvalore tipici della depressione, che rimangono inconsci.

SITOGRAFIA:
http://www.medicitalia.it/minforma/psicologia/1135/il-cibo-come-compensazione-l-obesita-psicogena.html
(http://www.centro-obesi.com/it/cause_dell_obesita.php)
http://www.worldometers.info/it/

 

Camilla Biba e Cristina Cecere

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