L’estinzione delle tigri dai denti a sciabola

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lescienze_250

Sarebbe stato l’impatto sulla Terra di un asteroide o di una cometa, forse frantumata in più parti, a determinare il breve ma drammatico cambiamento climatico che caratterizzò il Dryas recente, fra 12.800 e 11.500 anni fa: un periodo di improvviso, rapido raffreddamento che portò – soprattutto in Nord America – all’estinzione di molti grandi mammiferi, come i mastodonti, i cammelli, i bradipi giganti e le tigri dai denti a sciabola.

A stabilirlo è stato uno studio di ricercatori del Dartmouth College a Hanover, negli Stati Uniti – i cui risultati sono pubblicati in un articolo apparso sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” – che segna così un punto a favore della dibattuta teoria che attribuisce a un evento extraterrestre l’origine di quel raffreddamento climatico, che altri imputano invece a un’alterazione delle correnti marine del Nord Atlantico.

L'asteroide che sterminò le tigri dai denti a sciabola
Ricostruzione dell’ambiente del Nord America appena prima del raffreddamento del Dryas recente. (Cortesia Barry Roal Carlsen, University of Wisconsin)

L’evento catastrofico avrebbe avuto conseguenze significative anche sulle prime popolazioni del Nuovo Continente, quelle della cultura di Clovis, che da un’economia basata prevalentemente sulla caccia alla megafauna si dovette riconvertire a una più modesta economia di caccia e raccolta.

L’impatto – o quanto meno l’impatto principale, dato che i ricercatori non possono escludere che sia trattato di un evento caratterizzato da una serie di impatti – sarebbe avvenuto 12.900 anni fa, giusto all’inizio del Dryas recente, nella regione del Quebec.

Nella loro ricerca, Yingzhe Wu, Joshua D. Landis e colleghi si sono concentrati sulla presenza nei depositi di alcuni siti della Pennsylvania e del New Jersey di sferule di roccia fusa e rapidamente risolidificata, che mostrano una composizione simile a quella caratteristica dei terreni del Quebec meridionale. Questo tipo di sferule si forma solo in seguito a un rapidissimo riscaldamento, superiore ai 2000 °C, seguito da un veloce raffreddamento, verosimilmente avvenuto fra la loro proiezione in atmosfera e la ricaduta a centinaia o migliaia di chilometri di distanza.

Inoltre, sia nei terreni del Quebec meridionale sia nei depositi della Pennsylvania risalenti all’interfaccia fra Dryas antico e Dryas recente i ricercatori hanno rilevato un rapporto fra gli isotopi di osmio nettamente differente da quello caratteristico della crosta terrestre, ma tipico dei meteoriti.

“Anche se non abbiamo ancora trovato il cratere, per la prima volta abbiamo ristretto la regione dove può aver avuto luogo l’impatto che ha provocato il Dryas recente”, ha detto Mukul Sharma, un altro degli autori. “C’è un noto cratere da impatto in Quebec, il cratere Corossol, di quattro chilometri di diametro, ma secondo le nostre analisi mineralogiche e geochimiche non è quella la fonte del materiale da impatto trovato in Pennsylvania e New Jersey.”

D’altra parte, continua Sharma “a determinare i grandi cambiamenti ambientali del Dryas recente possono essere stati anche impatti multipli simultanei”, come fa sospettare il fatto che un quadro del tutto analogo a quello riscontrato in Pennsylvania e New jersey è stato rilevato anche nella zona di Lommel, in Belgio, nella regione di Limburgo. “

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