La Città Saggezza urbana

Per affrontare le sfide più ambiziose occorre partire dalla città

 

-Come ben sappiamo l’uomo non ha vissuto sempre nelle città, un tempo il centro della vita era la campagna, dove gli uomini trascorrevano le loro giornate lavorando nelle fattorie e nei villaggi, vivendo in un una cerchia di familiari e di vicini oscurando il mondo esterno.


Con il tempo, gruppi di uomini hanno iniziato ad abbandonare la campagna  incominciando ad aggregarsi.
Questo avvenne in diversi luoghi come ad esempio la Mesopotamia, l’Egitto, Roma, e Grecia. Recentemente si è assistito a una rapida crescita in Africa e Asia, quest’ultima con effetti grandiosi.
Infine, secondo uno studio del 2008 avuto dalle Nazioni Unite, questo rapporto di crescita si è invertito; gli abitanti delle città sono la maggioranza. Nonostante questi dati si noti che nel XX secolo la popolazione complessiva delle città è cresciuta più di dieci volte, da 250 milioni a 2,8 miliardi e, sempre dai dati delle Nazioni Unite si prevede che nei prossimi decenni la popolazione aumenterà notevolmente. Si pensa che entro il 2050 la popolazione mondiale supererà i 9 miliardi, e i residenti in città supereranno i 6 miliardi. Difatti, nei prossimi trent’anni, due persone su tre vivranno sicuramente in un contesto urbano.
Il pensiero sulle città non è sempre stato positivo, basti pensare ad attenti osservatori del fenomeno dell’inurbamento, come Thomas Jefferson, oppure lo stesso presidente statunitense Gerald Ford, che pensano alle città come centri di sovrappopolamento , di crimine e scarse condizioni sanitarie. Ma grazie a degli studi recenti, questo pensiero si è in qualche modo placato, poiché molti altri esperti hanno capito che i centri urbani non hanno poi così tanti fattori negativi e che le persone possono avere maggiori opportunità. Anche se, non viene negato che le città con uno sviluppo rapido sono luoghi di grande sofferenza umana.

Spostarsi dalla campagna alla città, fu cambiamento radicale sopratutto per la DONNA.  Infatti come ha considerato anche Kavita N. Rambas, del Global Found for Women,nel libro Una cura per la Terra di Stewart Brand:
“In un villaggio, tutto quello che può fare una donna è obbedire al marito e ai parenti, macinare il miglio e cantare. Se si sposta in città può trovare un lavoro, cominciare un’attività e dare un’istruzione ai propri figli”.

(La donna del passato e la donna del XXI sec.)

Anche da queste stesse immagini possiamo notare come la vita della donna nel corso della storia sia profondamente cambiata  e quasi sicuramente in modo migliore, riuscendo ad ottenere una propria autonomia.
Non solo, anche la figura dell’uomo in qualche modo ha subito dei cambiamenti, anche se meno evidenti.
Ampliando più generalmente il concetto, possiamo affermare che il passaggio dalla campagna alla città ha portato in particolar modo degli effetti sulle menti:                             gli esseri umani sono considerati “animali sociali”, bisognosi di stimoli e di risposte dai propri simili. Però la tecnologia sta cercando di plasmare e ricostruire la comunicazione interpersonale attraverso nuovi mezzi (ad esempio social network) anche se, in parte,inutilmente. Ciò perchè la voglia di comunicare, scambiarsi idee e pensieri in modo diretto è ancora molto influente nella vita dell’ uomo.

Il futuro che ci aspetta

Come cambieranno le città e, con loro, la nostra vita

Secondo una statistica datata nel 2008,per la prima volta gli abitanti delle città hanno superato quelli delle aree rurali. Inoltre secondo le proiezioni delle Nazioni Unite nel  2050  due abitanti su tre vivranno in città.
Però, prima di poter affrontare questa argomentazione dobbiamo ricostruire una cornice introduttiva riguardo la trasformazione della vita dell’uomo.                                               Tutto iniziò con la fine dell’ultima glaciazione e il miglioramento delle condizioni climatiche, quando gruppi di Homo sapiens decisero di abbandonare la vita nomade per stabilirsi sedentariamente in territori fertili.

Da allora in poi la vita dell’uomo ebbe un accelerato cambiamento, a partire dalla selezione delle specie vegetali fino all’inizio della domesticazione di animali. Si diffusero così i primi centri abitati e la nascita di una nuova società strutturata, fondata  su diversi ruoli e funzioni, con la prima forma di commercio; il baratto.


Per esempio si svilupparono inizialmente le polis dei Greci, poi le urbs dei Romani, arrivando infine a quelle che oggi chiamiamo comunemente città.

Grazie a questo lungo processo collettivo si arrivò alla formazione della cultura di ogni popolo e città.  Detto ciò, è dunque rilevante capire l’importanza dei centri abitati, che sono e saranno “il motore evolutivo della nostra conoscenza” e il luogo dove essa troverà l’applicazione.
Riflettendo dunque, sul nostro futuro, notiamo che per quanto riguarda i mezzi di trasporto e le nostre vie di comunicazione non ci sono stati grandi cambiamenti, quest’aspetto,forse, potrebbe influire negativamente per il prossimo secolo.
Sono mutati invece, i nostri modi di comunicare e il luogo dove questo avviene, basti pensare agli acquisti che ognuno di noi fa in grandi centri commerciali, oppure i luoghi virtuali dove incontriamo i nostri amici. Infine possiamo dire che, se la tecnologia e la scienza continueranno la loro evoluzione, sicuramente la nostra vita sarà completamente diversa da quella dei nostri antenati.

Tratto da due articoli della rivista “Le Scienze”:
-“Saggezza urbana” a cura della redazione
-“Il Futuro che ci aspetta” di Marco Cattaneo

 

                                                                           Fatto da Claudia Mateescu e
Francesca Aliray

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Una risposta a La Città Saggezza urbana

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