Sempre meno soli nell’universo

Le misure di Kepler, il telescopio spaziale della NASA specializzato nel dare la caccia ai pianeti, provano senza ombra di dubbio quello che in effetti era possibile ipotizzare fin da quando Copernico pubblicò il suo “Le rivoluzioni degli astri celesti” nel 1543, e cioè non siamo certo noi al centro dell’universo e la nostra Terra non ha niente di speciale, se non il fatto di essere la nostra “culla” di origine. Quindi se il nostro Sole ha dei pianeti che gli orbitano intorno non c’è nessun motivo per cui non ne abbiano anche le altre stelle. Ed infatti è proprio così.
La nastra galassia possiede centinaia di milioni, molto probabilmente miliardi, di pianeti. Se anche uno solo su mille, si trovasse nella giusta posizione rispetto al suo sole e tra questi anche solo uno su mille avesse avuto le caratteristiche adatte a far nascere la vita, si sarebbero comunque migliaia di pianeti abitati da forme di vita nella galassia. Per citare il bellissimo film, tratto dal romanzo di Carl Sagan, Contact, “se lassù non ci fosse nessuno, sarebbe decisamente uno spreco di spazio”

L’articolo che segue è tratto da www.ansa.it

I nuovi sistemi planetari individuati da Kepler

I nuovi sistemi planetari individuati da Kepler

Il cacciatore di pianeti, il telescopio spaziale della Nasa Kepler, ha scoperto nella Via Lattea 11 nuovi sistemi planetari che ospitano complessivamente 26 pianeti.

Si trovano nella Via Lattea e tutti orbitano molto vicini alle stelle che li ospitano, più vicini della distanza che separa Venere dal Sole. Quindici di questi ‘mondi extraterrestri’ hanno dimensioni comprese fra la Terra e Nettuno, altri hanno un raggio più grande di Giove.
Saranno necessarie ulteriori osservazioni, osservano gli esperti, per determinare quali di questi pianeti sono rocciosi come la Terra e quali di essi hanno invece spesso atmosfere gassose come Nettuno. Alcuni hanno orbite velocissime, impiegano sei giorni per completare una rotazione intorno alla stella, altri impiegano 143 giorni.

”Prima della missione Kepler, conoscevamo circa 500 extrasolari” ha rilevato Doug Hudgins, della Nasa che lavora alla missione Kepler. ”Ora – ha aggiunto – in soli due anni fissando un angolo di cielo, non molto piu’ grande di un pugno, Kepler ha scoperto oltre 60 pianeti e piu’ di 2.300 candidati pianeti. Questo ci dice che la nostra galassia è ricca di pianeti di tutte le dimensioni orbite”.

Kepler identifica i candidati pianeta misurando ripetutamente la variazione di luminosità di oltre 150.000 stelle per rilevare quando un pianeta passa davanti alla stella, la cosiddetta tecnica dei transiti. ”Confermare che la piccola diminuzione di luminosità della stella è dovuta a un pianeta richiede ulteriori osservazioni e lunghe analisi” ha spiegato Eric Ford, dell’università della Florida e fra gli autori della scoperta

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