Buone vacanze a tutti i miei studenti

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La scuola italiana è una delle più stressanti al mondo.

school stressLa percentuale di quindicenni che dichiarano di sentirsi “molto tesi quando studiano” sfiora quota 56 punti contro la media Ocse di 37. Gli alunni stranieri di prima e seconda generazione non si sentono molto accettati dai compagni italiani.

LEGGI L’ARTICOLO SU REPUBBLICA.IT

http://www.keepeek.com/Digital-Asset-Management/embed-oecd/education/pisa-2015-results-volume-iii/schoolwork-related-anxiety_9789264273856-8-en

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Perché la scuola uccide la creatività

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Com’è il tuo professore ideale?

Come dovrebbe essere il vostro professore ideale?

Provate a rispondere al questionario che è stato creato da alcuni studenti della 5DL….

Il vostro professore ideale

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Il tumore. Un ostacolo insormontabile?

Cos’è esattamente un tumore?

Un tumore( chiamato anche cancro) si sviluppa quando in una parte del corpo le cellule iniziano a crescere a dismisura:ne  esistono numerosi tipi, ma ciascuno di essi trae origine dallo sviluppo fuori controllo di cellule anomale, cioè che si sviluppano in maniera completamente diversa dalle cellule normali.

Esempio di sviluppo di un tumore al fegato

Esempio di sviluppo di un tumore al fegato

In che modo una cellula normale si trasforma in tumore?

Quasi tutte le cellule del corpo crescono, si dividono e muoiono in modo regolare: durante i primi anni di vita di una persona le cellule si scindono ad una maggiore velocità per consentire la crescita, mentre in età adulta la gran parte delle cellule si divide solo per sostituire quelle consumate o morte oppure per riparare le ferite.

Le cellule tumorali differiscono dalle sane poiché crescono e proliferano senza controllo: invece di morire le cellule tumorali vivono più a lungo di quanto sarebbe previsto dal codice genetico e continuano a generare ulteriori cellule anomale. Possono inoltre invadere ,crescendo, altri tessuti.

Le cellule diventano tumorali a causa di danni al DNA: il DNA (il nostro così detto “patrimonio genetico” ) si trova in ogni cellula e dirige tutte le sue azioni. Nella maggior parte dei casi, quando il DNA viene danneggiato, se la cellula non è in grado risolvere il problema si innesca un meccanismo di protezione che la porta alla morte. Nelle cellule tumorali, al contrario, il DNA danneggiato non viene riparato, ma la cellula non muore come dovrebbe. Non solo, esse continuano a proliferare, creando nuove cellule di cui il corpo non ha bisogno. Queste nuove cellule presenteranno tutte lo stesso danno del DNA della cellula generatrice malata.

Tutta questione di genetica?

fumoPurtroppo è possibile che questa sorta di “malfunzionamento” nel DNA venga ereditato, ma nella maggior parte dei casi questi errori sul codice genetico  sono causati da qualcosa cui siamo esposti nell’ambiente in cui viviamo; a volte la causa del danno è evidente, ad esempio il fumare. Adottare uno stile di vita sano, quindi, può ridurre il rischio di sviluppare cellule tumorali anche nei soggetti che, dal punto di vista ereditario, Danni al polmonesono più inclini ad esserne colpiti.

Come crescono e si diffondono i tumori?

Nella maggior parte dei casi le cellule cancerose sviluppano una massa tumorale. Alcuni tipi di cancro, come la leucemia, non formano ammassi di cellule, ma coinvolgono il sangue e gli organi che lo producono e circolano attraverso i tessuti dove riescono a crescere e riprodursi. Spesso le cellule cancerogene viaggiano in altre parti del corpo dove iniziano a crescere sino a sostituire i tessuti normali: questo processo è alla base della formazione delle metastasi (disseminazione nell’organismo di cellule tumorali) e si verifica quando le cellule del cancro entrano nel circolo ematico o nei vasi linfatici del nostro corpo.

Quali e quanti tipi di tumore esistono?

Non tutti i tumori sono cancerosi, quelli che non lo sono vengono chiamati “benigni”. Tumore al senoQuesti possono causare problemi, come per esempio svilupparsi ampiamente e fare pressione sugli organi e sui tessuti sani, ma non possono crescere a tal punto da diventare (invadere) altri tessuti.
Poiché non possono invadere i tessuti, non possono neppure propagarsi ad altre parti del corpo . Questi tumori, quindi, non sono quasi mai un pericolo

polmoneDiversi tipi di cancro possono comportarsi in modo molto diverso. Per esempio, il cancro al seno e il cancro ai polmoni sono malattie estremamente diverse: crescono con ritmi diversi e rispondono a trattamenti differenti. E’ per questo motivo che le persone colpite necessitano di un trattamento specifico per il tipo di tumore sviluppato.

Le varie tipologie di possono essere raggruppate in categorie più ampie, tra cui ricordiamo:
Carcinoma, il cancro che inizia nella pelle o in tessuti che rivestono o coprono gli organi interni.
Sarcoma, il cancro che inizia a svilupparsi nelle ossa, nella cartilagine, nel tessuto adiposo, nei muscoli, nei vasi sanguigni o in altri tessuti connettivi e di sostegno.
Leucemia, il cancro che inizia a svilupparsi nel sangue e negli organi dove questo viene prodotto (midollo osseo). E’ causa di un gran numero di cellule anomale che vengono prodotte ed immesse nel sangue.
Linfomi e mieloma, tumori che iniziano nelle cellule del sistema immunitario.
Tumori del sistema nervoso centrale, tumori che iniziano nel tessuto del cervello e del midollo spinale.

Le nuove frontiere della scienza

La scienza, nel corso di tutti questi anni, si è proposta di individuare metodi svariati ed alternativi per cercare di combattere questa patologia, responsabile di un sacco di morti al livello mondiale.
In un articolo del 28 febbraio 2014, pubblicato su Panorama si legge:
“La chirurgia del futuro sarà sempre meno invasiva grazie alle nuove tecniche di intervento tramite robot. E il nostro Paese è all’avanguardia nel mondo in questa frontiera della medicina. Presso il Centro Avanzato di Uroteconologie dell’Istituto Auxologico di Milano è stata infatti messa a punto una tecnica innovativa di chirurgia robotizzata che consente di operare i tumori della vescica senza praticare tagli sulla pelle.
“Nei pazienti affetti da tumore vescicale infiltrante, in cui è necessaria la rimozione dell’intera vescica (intervento di cistectomia radicale), possiamo asportare e ricostruire una nuova vescica utilizzando un tratto di intestino senza dover fare incisioni cutanee nel paziente”.
Oppure, in un articolo del 20 dicembre 2016, su Corrirere.it:
“. Negli ultimi anni le nuove conoscenze scientifiche stanno spingendo verso una chirurgia meno invasiva e personalizzata sul singolo paziente, che punta a preservare la funzionalità dell’organo. Dopo l’intervento di tiroidectomia totale, ad esempio, si somministrano in genere a vita ormoni tiroidei in sostituzione di quelli che la ghiandola non può più produrre». Dopo la chirurgia talvolta si procede alla trattamento con iodio radioattivo, indicato in tutti i portatori di residuo tiroideo post tiroidectomia totale (allo scopo di eliminare eventuali residui di tumore non asportati dal chirurgo) e nei carcinomi papillari e follicolari più a rischio di metastasi. Il trattamento radiometabolico per la sua specificità (raggiunge solo le cellule tiroidee che captano lo iodio) è particolarmente efficace e viene utilizzato al posto della classica radioterapia.” Lenvatinib “è un farmaco a bersaglio molecolare disponibile e rimborsato nel nostro Paese dallo scorso luglio 2016, che si è dimostrato efficace in uno studio che ha coinvolto quasi 400 pazienti con carcinoma tiroideo differenziato in fase avanzata in oltre 100 centri in Europa, Nord e Sud America e Asia.”
Tutt’ora si stanno cercando nuovi metodi o affinando alcune tecniche che già si conoscono per debellare una malattia che ,purtroppo, manifesta la propria violenza colpendo tutte le parti del nostro corpo, in maniera più o meno intensa e con riscontri più o meno dannosi.

NON CI RESTA CHE AVERE FIDUCIA, IN FONDO LA SPERANZA ẾL’ULTIMA A MORIRE!

FONTI:
-farmacoecura.it
-panorama.it
-corriere.it

A cura di LARA CARLI

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Buchi neri: giganti nascosti nell’ombra.

i buchi neri

Se vi chiedete quale sia forse il luogo più pericoloso dell’universo, la risposta è vicino a un buco nero; niente di più distruttivo è stato fino a oggi osservato nel cosmo e probabilmente niente di più affascinante. Non è qualcosa di fantascientifico, anche se per molti motivi possa sembrarlo; ne esistono milioni e milioni nell’universo, hanno dimensioni diverse, ma tutti risucchiano materia e energia senza mai saziarsi. Alcuni, ovvero i più grandi, i supermassivi, con massa miliardi di volte quella del Sole, si trovano al centro delle Galassie, e ne permettono l’esistenza; Sagittarius A si trova al centro della Via Lattea. Ma andiamo per gradi. Per prima cosa un buco nero non è uno vero e proprio “buco” come molti pensano, né uno squarcio sottile nello spazio; un buco nero va invece immaginato come una stella, ovvero un oggetto di forma sferica, ma completamente nero, che non emette luce, ma la risucchia (su questo però ci torneremo dopo).

«Ma come si formano?» Immaginate adesso una stella, prossima a morire, che ha consumato la maggior parte del suo idrogeno. Ad un tratto nel suo centro si fermano le reazioni nucleari, il cuore si ferma. Se è sufficientemente grande adesso il cadavere della stella, ci regalerà un meraviglioso spettacolo, esplodendo in una nube di gas colorati, una supernova. Ora però è la gravità ad avere la meglio; le particelle iniziano a cadere precipitando verso il punto centrale della supernova, e qui la fisica le schiaccia, sul peso di quelle più esterne. La pressione raggiunge altissimi livelli e i protoni, i neutroni e gli elettroni che prima erano sconfinatamente distanti nell’atomo, adesso sono a contatto diretto. La massa della stella è compressa in uno spazio molto più piccolo di quello originale, e questo permette la nascita di un buco nero. Il campo gravitazionale è così forte che inizia quindi a divorare tutto quello che gli si trova vicino, materia o energia. E’ così tanto forte l’attrazione che genera che la velocità di fuga (ovvero la velocità da raggiungere per allontanarsi da questo) supererebbe quella della luce, ecco perché nemmeno i fotoni riescono a scappare, ed ecco perché viene detto “nero”.

«Perché è così tanto affascinante un buco nero?» Per la sua capacità di distorcere fortemente lo spazio e il tempo. Come dedotto da Einstein nella Relatività generale, la gravità è capace di alterare il naturale tessuto dello spazio-tempo, e maggiore è la gravità esercitata dalla massa, maggiore è il suo effetto. Basta immaginare di stendere un telo e tenerlo in tensione, poi appoggiare un sasso su questo. Più sarà pesante il sasso, maggiore sarà la curvatura sul telo. Questo significa che un oggetto come un buco nero, che esercita una forza gravitazionale enorme, è capace di alterare il tessuto a tal punto da percepirlo in modo sensibile.

spazio tempo

il tessuto spazio-temporale e le sue deformazioni a confronto

In particolare si può notare l’alterazione temporale. Se ci avvicinassimo a un buco nero non noteremmo niente di diverso, ma se qualcuno ci guardasse avvicinare ci vedrebbe andare sempre più piano, fino addirittura a sembrare fermi una volta raggiunto il bordo. Se potessimo, per esempio, orbitare due ore intorno a Sagittarius A sulla Terra sarebbero passati cinquanta anni. Da noi che orbitiamo la Terra sembrerebbe velocissima, mentre per le persone sulla Terra sembreremmo praticamente fermi.

«Cosa succederebbe se entrassi in un buco nero?» Questa è una domanda assai più complessa delle altre. Per prima cosa immaginiamo di avvicinarci a un buco nero; dobbiamo ovviamente presupporre la nostra immunità dagli effetti distruttivi. Per i motivi detti prima, avvicinandoci vedremmo le cose dietro a noi andare sempre più veloci, e anche la nostra “discesa” accelererebbe, a causa della forza gravitazionale. Ci avvicineremmo per prima cosa a un disco di polveri e detriti, disposto intorno al buco nero, chiamato disco di accrescimento. Questa materia, che il buco nero attrae a velocità elevatissime, generando così temperature inimmaginabili, si muove su una spirale dall’esterno verso il bordo del buco nero, chiamato orizzonte degli eventi. Avvicinandoci a questo, per chi ci osserva dall’esterno, sembreremmo ormai fermi, la discesa durerebbe miliardi di anni. Tuttavia in poco noi siamo sul limite di entrare. Per alcuni fisici questo bordo non sarebbe un reale rischio, per altri invece sarebbe estremamente incandescente e distruttivo. In ogni caso quello che c’è all’interno è ancora perlopiù un mistero. Si ipotizza che non sia un luogo ospitale, ma anzi molto catastrofico, dove le leggi della fisica si piegano. Comunque, qualsiasi sia la sua struttura interna, si ipotizza che al centro vi sia un punto chiamato singolarità, uno dei concetti più interessanti della fisica. Anche perché per alcuni fisici teorici la particella che ha dato vita al Big Bang sarebbe proprio una singolarità e quindi potrebbe esserci una connessione tra buchi neri e la nascita dell’universo; forse il nostro universo potrebbe essersi originato da un preesistente buco nero. Un’altra ipotesi sostiene che la singolarità di un buco nero potrebbe invece permettere l’accesso a un altro punto dell’universo, grazie a un wormhole, una specie di tunnel spazio-temporale.

wormhole

un wormhole ci permette, proprio come un bruco attraverso una mela, di viaggiare da un estremo dello spazio-tempo all’altro passandoci a traverso

Qualunque sia la risposta esatta quello che è chiaro è che moltissimo va ancora scoperto sui buchi neri e che nascondano misteri capaci di espandere la nostra conoscenza.

Realizzato da Livi Asia 4Al in collaborazione con Barlucchi Vittorio 5A Scientifico Liceo Volta.

Se volete approfondire…

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